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Vic dei Maneskin, la manager rock: “Non sono una signorina”

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Vic Maneskin

Vic, all’anagrafe Victoria De Angelis, è la manager ancor prima della bassista dei Maneskin, vincitori di Sanremo 2021 con «Zitti e Buoni». In un’intervista al Corriere della Sera Vic racconta la sua carriera, dagli esordi nel metal al trionfo del Festival. Prossma fermata, Eurovision.

Non sono una signora”, cantava Loredana Berté. E signora, anzi, signorina, non vuole essere lei, Victoria De Angelis, alias Vic; la grintosa bassista dei Maneskin, che hanno trionfato a Sanremo 2021.  E che si racconta come rocker, creativa e manager in un’intervista al Corriere della Sera.

I Maneskin dopo il trionfo di Sanremo sono chiamati a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest. Con una versione, va detto, un po’ ritoccata del loro successo Sanremese, “Zitti e Buoni”. Senza parolacce (ma Vic non esclude di riservarsene qualcuna per il palco) e con un minutaggio inferiore. Ma i sacrifici non pesano quando la posta in gioco è la popolarità a livello europeo – e mondiale. Di questo, tanto Vic quanto Damiano sono convintissimi.

LEGGI ANCHE: Maneskin, tra Damiano e Vittoria c’è mai stata una storia d’amore?

Vic dei Maneskin

Eppure proprio Damiano, il cantante dei Maneskin, fu letteralmente ripescato da Vic dopo uno scarto iniziale. Come racconta al CorSera, Vic nell’adolescenza ha creato un gran numero di band e gruppi musicali. Con una predilezione speciale per il metal, che però a Damiano sembrava poco «pop». Così le strade dei due giovani artisti esordienti si dividono. Per tornare a riunirsi inaspettatamente anni dopo, con l’avventura dei Maneskin.

«Ho incontrato Thomas Raggi e con lui abbiamo cambiato un sacco di cantanti. […] Si è rifatto vivo Damiano; mi ha scritto che voleva fare sul serio. […] Poi ecco Ethan Torchio, trovato con un avviso su Facebook»

Band istrionica fin da quel nome, danese, che significa Chiaro di Luna. E che è proprio Vic a suggerire quando, prima di un concorso, gli artisti si interrogano su un nome d’impatto. Ai quattro ragazzi non piacciono le soluzioni ovvie, quindi fanno appello alle sue origini danesi chiedendole qualche parola evocativa. E così nascono i Maneskin, che debuttano a X-Factor e arrivano a trionfare sul palco dell’Ariston.

Danese, Vic lo è da parte di madre. Ed è in Danimarca che fin da bambina trascorre le vacanze. Notando subito come i bambini laggiù godano di molta più libertà rispetto all’Italia, dove i genitori sono rigidi e apprensivi. La libertà, l’apertura mentale, Vic la ricerca nella vita, in tutti gli ambiti. Soprattutto nella musica, che per fortuna è un ambiente dove una ragazza non deve vergognarsi a fare rock. E dove non bisogna per forza “essere una signorina”.

«Nella musica c’è una tendenza a sessualizzare molto le artiste italiane; si dice che una è bona, non che è brava. E se una twerka non si è ancora capito che lo fa per divertirsi e non per fare piacere a un uomo. (…) Femminismo è una parola fraintesa: (…) il suo significato è parità fra i sessi»

© 2021, Cristina Pezzica. All rights reserved.

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Gianni Morandi ha ritrovato l’Allegria dopo un anno di dolore

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morandi jovanotti allegria

Gianni Morandi ha ritrovato l’Allegria dopo un anno di dolore. Un anno chiuso in casa, dopo l’incidente con il fuoco. Ora il regalo di Jovanotti…

La mano destra è ancora fasciata, quella sinistra è libera come il suo spirito, quella allegria contagiosa. Dopo aver battuto anche il fuoco Gianni Morandi è pronto a scaldare l’estate italiana con un tormentone scritto dall’amico Lorenzo Jovanotti. Si chiama L’Allegria, una parola dai mille significati anche per uno come lui che non si ferma mai, che continua a correre a cento all’ora. Quando però racconta dell’incidente col fuoco dell’11 marzo, di cui porta ancora i segni addosso, il tono inevitabilmente cambia.

Il racconto minuto per minuto della tragedia sfiorata è da brividi. “Sono caduto in una buca di un metro dove butto rami e altre cose cui periodicamente, avvisando la Protezione civile, do fuoco”. Stava andando tutto come tante altre volte, anzi no.

«C’era un pezzo di legno verde che non andava giù. Ho preso un forcale per spingerlo e sono volato dentro a questo braciere. Non so cosa mi abbia fatto venire fuori, qualcuno mi ha guardato dal cielo. Potevo non essere qui… Aggrappandomi a un ramo bruciacchiato sono uscito e mi sono buttato sul prato. Urlavo dal dolore, piangevo come un matto e ci ho messo 20 minuti a trascinarmi a casa…»

Ha avuto paura di non farcela?

«Le fiamme sono arrivate all’orecchio ma per fortuna, soprattutto della mia famiglia, ho salvato la faccia…»

Qual’è la frase che colpisce di questa canzone Gianni Morandi?
«A me colpisce “Mi serve una botta di vita, mi ci vuole un’azione che che cambi la partita”. E questo arrivo inaspettato di questa canzone mi ha cambiato l’estate e anche il mio umore. Ne avevo bisogno. Mi ha già proposto un altro pezzo, una ballata piuttosto bella. Adesso la faremo…»

Quanto le manca suonare la tua amica chitarra?
«La mano sinistra se la cava ancora, con la mano destra devo abituarmi a stringere il plettro. Ci vuole un po’ di pazienza. Mi hanno detto che questo percorso delle ustioni è così, può andare avanti mesi la ricostruzione della pelle, tira, poi mi fanno male le articolazioni. Devo continuare a fare esercizi per migliorare»

L’Allegria ricorda qualcuno dei suoi primi brani?
«Forse un po’ Andavo a cento all’ora. Sono due mondi totalmente diversi però qualche riferimento c’è…»

Sanremo? Gianni Morandi cerca nuovi stimoli

Gianni Morandi ha ritrovato l’Allegria dopo un anno di dolore

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Con Lorenzo sembra essere un matrimonio perfetto, non crede?
«Io penso positivo, l’ombelico del Mondo, Sono una ragazzo fortunato, sono tutti messaggi che condivido. Anch’io sono un vecchio ragazzo fortunato. Mi sento molto vicino a lui e al suo spirito. È per questo che mi sono azzardato a chiedergli una canzone. Io ho cantato un po’ tutti, in 50 anni di carriera ho avuto la fortuna di poterlo fare, Io e lui ci avviciniamo come carattere, entrambi guardiamo avanti con ottimismo, ci piace vedere sempre l’aspetto positivo…»

Si può dire che con Lorenzo Jovanotti sia nata un’amicizia?
«Jovanotti mi piace, mi sorprende. Per il suo percorso, per la trasformazione che ha avuto. E poi per i testi che scrive, le cose che fa. Punta sempre in alto, cose più grandi, più forti, più imprevedibili, più strane. Mi ha fatto un regalo con sincerità e affetto. Ora non vedo l’ora di poterla cantare dal vivo…»

Pronto a seguirlo in tour?
«Non ho più l’energia di stare dietro a Lorenzo. Potrei andare ospite da lui una volta. Ma un tour intero con lui no, ho già fatto fatica con Baglioni»

Tornerà a fare allora L’Isola di Pietro?
«Se ne era cominciato a parlare a gennaio dello scorso anno poi è arrivato il Covid che ha cambiato tutto. Ora penso che sia un’esperienza finita. Ne abbiamo fatto già tre serie…»

Tornerebbe a condurre Sanremo?
«È una cosa che ho già fatto, mi piacerebbe fare qualcosa di diverso. Sono state esperienze bellissime ma ripeterle non mi interessa, non sarebbe una grande aspirazione. Si può pensare a qualcosa di diverso, magari una commedia in teatro o come attore di prosa…»

© 2021, Vittorio Bagnarello. All rights reserved.

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I Maneskin sono pronti per l’Eurovision: «Andiamo a tutto rock»

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Maneskin Eurovision Song Contest

I Maneskin sono pronti a prendere parte all’Eurovision Song Contest. Una grande occasione per il gruppo rock vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo

Dal 18 al 22 maggio a Rotterdam si svolgerà la 65esima edizione dell’Eurovision Song Contest, concorso canoro fondato nel 1956 e ispirato, inizialmente al Festival di Sanremo. Oggi i Paesi Bassi sono il Paese ospitante in qualità di campione in carica: nel 2019 ha vinto il loro Duncan Laurence. Chissà se ora toccherà ai nostri Maneskin

Vincitori all’ultimo Festival di Sanremo e ora i Maneskin sono pronti a rappresentare l’Italia il prossimo 22 maggio all’Eurovision Song Contest.

Per il frontman del gruppo, Damiano David, intervistato da Tv Sorrisi e Canzoni «è la conseguenza più bella di aver vinto Sanremo, un’occasione che capita una volta nella vita…». Stessa consapevolezza per Victoria: «Sembra di vivere un sogno assurdo». La loro forza? Risponde ancora la lady del gruppo:

«Con il nostro modo genuino di stare sul palco. Una musica energica ti porta ad avere un approccio aggressivo: diamo sempre il massimo»

Su Tv Sorrisi e Canzoni gli fa eco ancora una volta Damiano:

«Rispetto a un contesto così pop, scenico e colorato, la nostra sarà un’esibizione scarna e “pragmatica”. Non c’è bisogno di strane coreografie, non ce n’è bisogno, siamo
noi l’effetto speciale»

Le regole impongono nessuna parolaccia nel testo e a cantare sarà solo Damiano…

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Ad assisterli sono il palco un pubblico di 3500 persone, a casa invece saranno 180 milioni di telespattatori. Non male. Ancora una volta a disegnarsi saranno loro, poi Etro li realizzerà per loro. L’ultima vittoria rock all’Eurovision risale al 2006 con i Lordi. Ora tocca a loro?

Per la cronaca l’Italia ha già partecipato all’Eurovision 44 volte. Ha vinto nel 1964 con Gigliola Cinquetti e nel 1990 con Toto Cutugno. Nelle ultime nove gare, siamo arrivati sette volte in Top 10 e tre sul podio. Ora però attenzione a Francia e soprattutto Malta…

Domanda dello storico settimanale televisivo. Per regolamento avete dovuto ridurre la canzone a tre minuti e togliere le parolacce. È stata dura? «È stato più difficile togliere l’intro della canzone rispetto alle parolacce»

Restando sulle regole, soltanto Damiano canterà “dal vivo”, su una base. Gli altri saranno “muti”. E questo dà fastidio a Thomas: «Devo ammetterlo, su questa cosa ho un po’ di amaro in bocca».

Intanto il loro album “Teatro d’Ira Volume 1” è già un grande successo e presto arriverà anche il “Volume 2”

© 2021, Vittorio Bagnarello. All rights reserved.

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Epoque, con Boss (io & te) conquista un altro traguardo

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epoque

Epoque, con Boss (io & te) la cantante italiana di origini congolessi conquista un altro importane taguardo: rappresenta l’Italia con Boss (io &te) in Equal Music Program

Epoque? Per il Corriere della Sera «è la nuova voce dell’afro trap in Italia». C’è chi come Il Manifesto parla di «un brano dal carattere e la stoffa internazionale…». Convinta anche La Stampa: «Una degli artisti afro-italiani pronti a scuotere l’Europa». Poi Rolling Stone: «Epoque, la rivelazione rap»

Senza dubbio Epoque, rapper e cantante torinese di origine congolese, classe 1992, che ha da poco pubblicato il nuovo singolo “Boss (io & te)” sta vivendo un momento felice per la sua carriera.

Con la sua proposta musicale unica, Epoque si è affacciata sul mercato discografico italiano (e anche su quello internazionale) grazie a un suono del tutto contemporaneo e ai testi dei brani che scrive in lingua francese, italiana e lingala, idioma della Repubblica Democratica del Congo.

E i successi personali sembrano arrivare di continuo. L’ultimo grande traguardo lo ha raggiunto con Spotifu che l’ha scelta per far parte del loro EQUAL MUSIC PROGRAM.

EQUAL è la nuova campagna globale di Spotify dedicata a promuovere la parità di genere e a celebrare il contributo delle donne nel mondo dell’audio. L’iniziativa globale è progettata per promuovere l’equità di genere nella musica, convogliando vari programmi di successo Spotify sotto un’unica un’esperienza, che si pone l’obiettivo di sostenere artiste e creator.

Epoque rappresenta con il suo brano l’Italia nella playlist Equal

Epoque, con Boss (io & te) conquista un altro traguardo

LEGGI ANCHE Epoque, dopo Petite ci riprova con Boss (Io & te)

Questo mese Epoque sarà una delle due artiste che rappresenteranno l’Italia con il suo singolo Boss (io&te) nella playlist globale EQUAL.

Si tratta di un passo importante nella carriera di Epoque. Dopo il successo del precedente singolo “Petite”, brano afrotrap che ha riscosso consensi di critica e pubblico, in “Boss (io & te)” Epoque racconta il rapporto di una ragazza con il suo fratellino: una dichiarazione d’amore in cui l’artista descrive le difficoltà di chi cresce senza agi in un quartiere difficile ma vuole garantire un futuro a un bambino che deve accudire perché i genitori sono assorbiti dal lavoro.

Epoque canta e rappa su una produzione musicale afro contemporanea di Di Gek in cui batterie che richiamano le ritmiche zouk si fondono a chitarre – suonate dal musicista ghanese Joshua – che riprendono stili e melodie tipiche dell’Africa centrale e occidentale.

© 2021, Vittorio Bagnarello. All rights reserved.

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